L’autrice, immaginando di essere una gatta, descrive in modo realistico la vita dei randagi, mostrandone gli aspetti piacevoli, come l’estrema libertà, ma anche quelli più duri e crudeli come liti e tragedie, in un quotidiano apparentemente anarchico ma sorretto da regole e gerarchie. Una storia piena di ironia ma capace di suscitare emozioni intense, che offre una visione disincantata dell’esistenza felina.