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Kinowa n.4

8,00 €
Disponibile
A colori o B/N:
in bianco e nero
Formato:
16x21 cm
Pagine:
96
La Sconfitta dei Sioux

Jack e Long Rifle riescono a sfuggire a un brutale agguato grazie all’inganno di una morena che suggerisce loro di nascondersi in un luogo sicuro per sopravvivere alla notte. Uno scagnozzo di Wolf, dopo aver spiato attentamente la donna, comunica quanto visto al malvagio locandiere, che ha in mente un diabolico piano per liberarsi dei due eroi…

Pubblicato: Settembre 2017
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Soggetto:
Andrea Lavezzolo
Sceneggiatura:
Andrea Lavezzolo
Disegni:
EsseGesse
Anno prima edizione:
1950
Titoli episodi:
La Sconfitta dei Sioux
Copertina:
Michele Benevento

Il Mondo di If - settembre 2017

Il dicembre 1908 ha segnato indelebilmente la storia del fumetto italiano. Due sono gli eventi fondamentali avvenuti in quell’ultimo scorcio d’anno: il 22, nasce Gian Luigi Bonelli, tra i più prolifici sceneggiatori nostrani, e il 27, le edicole accolgono il primo numero del Corriere dei Piccoli, settimanale per bambini del Corriere della Sera.


Nel corso della sua lunghissima carriera professionale, Bonelli ha saputo dar vita a uno straordinario numero di personaggi attraversando tutti i generi: dall’esotico allo storico, dal piratesco al western. È soprattutto in quest’ultimo che ha lasciato la sua eredità più vera, fatta di saghe ricche d’intrecci e di dialoghi tanto ruvidi quanto credibili. 

Nel 1952, il “papà” di Tex crea Yuma Kid, un western sopra le righe. Ne è protagonista un indiano, categoria umana fino a quel momento relegata al ruolo di antagonista. Infatti, prima di allora in Italia era stato solo Andrea Lavezzolo a creare un “indiano bianco”, quel Silver Gek che, figlio di Kinowa, protagonista della serie omonima, è rapito ancora in fasce da un gruppo di guerrieri pawnee. Bonelli, però, si spinge ancora oltre e, nel 1957, dà forma ad altre due serie gemelle: Yado e Kociss

In quello stesso periodo, dall’altra parte dell’oceano e con una sincronia che ha dell’incredibile, Frank Frazetta dà vita a White Indian. Come si evince dal titolo, “Indiano bianco”, la serie va nella stessa direzione intrapresa da Lavezzolo e Bonelli. A guardarla bene, la cosa fa riflettere; infatti, per quanto spesso racconti storie immaginarie, ambientate in contesti lontani, il fumetto è un media perfettamente calato nella realtà, capace inoltre di anticipare temi sociali spesso tralasciati dal cinema e dal romanzo. 

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