Un uomo indiano arriva al portone morimbondo e crolla a terra. Preannuncia l'arrivo dei pericoli portati dalla luna rossa. Nessuno dovrà uscire dal forte, forme inquietanti si muovono nel buio rompendo il silenzio con i loro sinistri ululati tutte le notti in cui nel cielo splende la luna di sangue. Non viene creduto. Poco dopo Kit e Claretta scompaiono e nessuno li trova.
Un ragazzo selvaggio che ha il potere di farsi obbedire dai coyote è riuscito a rapire Claretta! Kit, che a sua volta, è sfuggito all'assalto del branco degli animali, organizza le ricerche nella foresta. Uomo o belva?
"Luna di Sangue" + "Il ragazzo selvaggio"
Un'orda di coyote si aggira intorno al forte e a guidarli non è il maschio alfa del branco, ma un misterioso ragazzo selvatico.
Questa volta Lavezzolo si inserisce nel filone ottocentesco di Rudyard Kipling e del suo celebre Il libro della Giungla. Ma che che ci fa un selvaggio nel selvaggio Far West? Ce lo racconta il pellerossa Tamuasa che giunge sfinito al forte prima di svenire. Per il resto anticipiamo solo che in questa storia gli animali hanno un ruolo da protagonisti.
Secondo noi, il bello della sceneggiatura è che l'esotismo di fondo di questo soggetto si sposa benissimo con un'avventura assolutamente “domestica”, giocata tutta in scene che si svolgono al di qua e appena al di là della palizzata del fortino.
"I Quattro Avventurieri" (3° episodio nascosto nel volume). Il titolo non appare in copertina!
Il secondo episodio si intitola “I quattro avventurieri” e presenta un poker di tizzoni d'inferno disposti a tutto per cavare di bocca all'indiano Bisonte nero e a sua figlia un segreto non da poco: la “fonte” di certe pepite d'oro con le quali i pellerossa si pagano gli approvvigionamenti nelle stagioni in cui la caccia è scarsa.